Gemellaggi

December 29, 2007 · Filed Under Varie · Comment 

Il 29 e 30 settembre 2006 con una grande festa a Desenzano è stato suggellato il gemellaggio con la città tedesca di Amberg. Naturalmente il 27 e 28 ottobre un numero imprecisato di autorità e politici nostrani si sarà recato ad Amberg in vacanza.

Il bello è che che questi continui scambi e visite si svolgono dal 2001, con un continuo andirivieni di persone, e con belle ed inutili spese. Il tutto poi serve ufficialmente per favorire la scoperta e gli scambi commerciali fra le due città: come dire che adesso finalmente noi possiamo scoprire che i tedeschi hanno la birra e i würstel e loro scoprono che noi produciamo vino e pizza!

I gemellaggi che ha compiuto Desenzano sono addirittura quattro. Ecco i precedenti:

  • isola di Sal (Capoverde)
  • Antibes Juan le Pins (Francia)
  • Wiener Neustadt (Austria)

Quale sarà il prossimo? Io proporrei una bella cittadina svedese o inglese…

A Desenzano è presente addirittura un comitato per i gemellaggi, con tanto di presidente e, immagino, segretaria e altro personale e un adeguato budget da spendere, ma per queste operazioni così delicate e importanti ultimamente si è ricorsi alla mediazione dell’AICCRE. Chi è costui? Nientemeno che l’Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, vale a dire un altro organismo che sperpera denaro pubblico.

Cominciamo a tagliare da qui i costi delle politica…

Il mito del parcheggio

December 29, 2007 · Filed Under Urbanistica · 1 Comment 

A Desenzano in varie circostanze, quali meeting, convegni, incontri, riunioni assembleari delle varie comunità che ci rappresentano (nella parte trentina c’è la Comunità montana e la comunità del Garda!), si parla con insistente loquacità di un megaparcheggio sotterraneo, da costruire in località Maratona.

Il parcheggio, del costo stimato di 13.000.000 di Euro, sarebbe di 430 posti macchina e avrebbe lo scopo di permettere ai negozianti e agli esercenti del centro, assaliti dalla concorrenza della grande distribuzione, di sopravvivere, confortati da un rinnovato afflusso di acquirenti, che attualmente sembrerebbero scarseggiare.

Solo un paio di riflessioni.

Un parcheggio similare si può trovare in città di dimensioni almeno cinque volte Desenzano, come Bolzano e Vicenza. Prendiamo quest’ultima: 110.000 abitanti, un centro storico ben noto in tutto il mondo che attrae milioni di turisti, attività legate al Teatro Olimpico, una fiera dell’oro che è la prima nel mondo, altre manifestazioni fieristiche a getto continuo, una densità industriale altissima (Vicenza è la seconda in Italia per numero di iscritti alle Associazioni Industriali, dopo Milano). Eppure, nonostante intere aree del parcheggio siano riservate a privati, l’affollamento non è certo terrificante.

Come si fa a riempire un parcheggio da 430 posti a Desenzano in giorni che non siano sabato, domenica, e ponti fra il 25 Aprile e primo Maggio? Naturalmente è impossibile e quindi la società concessionaria avrà da fare il suo recupero dei costi in questi giorni aumentando le tariffe e quindi disincentivando il turista e ottenendo un effetto un po’ diverso da quello che tutti auspichiamo. A Vicenza il bellissimo parcheggio sotterraneo di via Verdi costa 1,50 Euro all’ora e ha un flusso quotidiano di clienti, la cui permanenza in sosta è al massimo di mezza giornata. Un turista che volesse passare una giornata a Desenzano, a tariffe doppie, spenderebbe sui 25 euro, quindi a livello parcheggio di aeroporto. Può darsi che valga la pena di pensarci un po’ su.

Per i tempi necessari per recuperare le spese iniziali e i costi di gestione, manutenzione, ritengo sia utile leggere il testo riportato alla fine, che riguarda un parcheggio multipiano di Torino, di capacità doppia e di costo inferiore!!

La storia del parcheggio mi ricorda il desiderio di tante amministrazioni di città di poche centinaia di migliaia di abitanti di avere una metropolitana, quando è noto che sotto un certo numero di abitanti è assurdo pensarci per i proibitivi costi metrici, ma si continua ad alimentare discussioni e tavole rotonde.

Seconda osservazione: mi sembra che in centro le torme di turisti dedite allo shopping e alla fruizione di pizze, gelati ecc. non manchino e mi sembra molto speciosa la lamentela dei poveri commercianti del centro di avere il parcheggio per non morire soffocati dai Megastore. Forse è anche una questione di prezzi. D’altra parte il vantaggio di essere ubicati in un bel centro storico non è poco….

A conclusione, non vorrei che alla fine tutto si riducesse a far guadagnare i soliti noti e a distruggere le poche piante che ancora resistono nel centro.

Un piccolissimo inciso: i parcheggi a pagamento attuali alla Maratona con la sbarra a filo strada sembra fatti apposta per creare blocchi del traffico dovuto alle attese di chi si mette in coda in strada per trovare posto! Cominciamo a far funzionare quello che abbiamo e a metterci un po’ più di buon senso nella progettazione e nella realizzazione.

Ed ora il testo sul parcheggio multipiano di Torino:

Il parcheggio “Palazzo” rientra fra i progetti previsti dal Programma Urbano dei Parcheggi del Comune di Torino, nato in seguito alla legge “Tognoli” n.122 del 1989. Il progetto, messo a gara nel 1995 (la firma della convenzione risale all’agosto 1996), rientra tra quelli realizzati attraverso l’individuazione di un Concessionario (A.T.I. ASTADI-APCOA) che ha potuto utilizzare i contributi previsti dalla legge Tognoli per la costruzione e la gestione del parcheggio. La concessione per la gestione del parcheggio durerà 80 anni. A partire dal 30° anno il Concessionario dovrà versare alla Città di Torino un diritto di gestione pari al 5% degli introiti a cui si aggiungerà una somma pari a 300 volte il costo della sosta oraria, moltiplicata per i posti a rotazione.La struttura sorge nell’area della ex-caserma dei Vigili del Fuoco di Torino e più precisamente nell’isolato compreso tra corso XI Febbraio, corso Regina Margherita, via Fiocchetto e piazza della Repubblica. Dell’edificio originale verrà conservata la facciata su cui c’è un vincolo della Sopraintendenza. Il parcheggio “Palazzo” dispone di 853 posti auto, di cui 92 posti auto al piano terra, destinati alla vendita a privati e 761 posti auto ad uso pubblico a rotazione con precedenza agli abbonati. Di questi ultimi, 96 posti auto sono situati al 1° piano interrato, 106 posti auto al 2° piano interrato, 109 posti auto al 1° piano, 110 posti auto al 2° piano, 112 posti auto al 3° piano ed al 4° piano ed infine 116 posti auto al 5° piano. L’ingresso veicolare , da cui possono accedere anche i pedoni, è ubicato in corso XI Febbraio e l’uscita veicolare in via Fiocchetto. La tariffa oraria è di lire 2.000 (per la prima e seconda ora, dopo la seconda ora è di lire 1.500), sono inoltre disponibili tessere a scalare e varie forme di abbonamento.

  • I lavori del parcheggio “Palazzo” sono iniziati nell’ottobre del 1996 e sono finiti il 30 ottobre del 1998, con una proroga di 5 mesi, rispetto ai tempi previsti, a causa del recupero dei resti archeologici ritrovati durante lo scavo, eseguito in collaborazione con la Sopraintendenza Archelogica.
  • Il costo totale dell’opera ammonta a lire 17.683.777.301, di cui lire 12.146.350.000 coperti con contributi ex lege 122/89 e lire 5.537.427.301 coperti in autofinanziamento dal Concessionario.
  • I lavori per la realizzazione del parcheggio “Palazzo” sono stati seguiti dalla Divisione Ambiente e Mobilità – Settore Parcheggi del Comune di Torino, su progetto dell’arch. Francesco Marzullo e dell’ing. Stefano Marino dello Studio Pigreco per quanto riguarda gli impianti. L’opera è stata realizzata ed è gestita dall’Associazione Temporanea di Imprese tra l’ASTALDI S.p.A. di Roma (Impresa realizzatrice dell’opera) e l’APCOA Parking Italia S.p.A. di Mantova (Gestione del Parcheggio)

Il degrado del centro storico

December 29, 2007 · Filed Under Urbanistica · Comment 

Mentre si continua a dibattere su questioni tipo quale futuro per Desenzano, sul parcheggio sotterraneo alla maratona, e tutti si interrogano sulla vocazione vera di Desenzano e alcuni pensano a un polo del lusso o a far diventare il centro un grande ipermercato (senza accorgersi che lo è già diventato), nessun amministratore si pone il problema di mantenere al centro storico almeno la sua fisionomia.Uno dei problemi è di limitare quella che l’architetto Ramella definisce in termini tecnici corretti “l’eccessiva espansione dei plateatici di bar ed esercizi commerciali”, mentre in termini più banali si potrebbero definire “baraccamenti”. Cito volentieri l’articolo che l’arch. Ramella ha pubblicato su Area blu e aggiungo alcune foto che illustrano bene la situazione, cioè lo scempio del centro storico.

La distruzione dell’isola pedonale nel Centro Storico di Desenzano continua. Non si arresta mai. L’egoismo dei negozianti e la miopia dell’Amministrazione comunale sembrano essersi alleati per accelerarne il suo degrado, entrato ormai in una fase preoccupante.

Tempo addietro avevo già evidenziato più volte questo problema. Tutti mi hanno dato ragione, Sindaco compreso, ma le cose non sono cambiate. Le coperture dei plateatici dei bar che in questi ultimi anni sono state autorizzate stanno assumendo sempre più l’aspetto di vere costruzioni. Non appena, infatti, si avverte un po’ di pioggia o un filo di vento, vengono abbassate le tende perimetrali, trasparenti e non, dando forma a dei volumi che si susseguono l’uno dopo l’altro dando vita ad un nuovo paesaggio urbano che peggio non si potrebbe immaginare.

Inoltre, e questo è il male peggiore, per effetto di quale magia non si sa, ogni anno questi plateatici si allargano sempre più. Hanno ormai superato le superfici degli esercizi ai quali sono abbinati.

Per alcuni di questi, poi, che sono stati autorizzati ad aprire solo di sera, non sfugge la stonatura di vederli trasformati in magazzini, durante il giorno, per il deposito di sedie e tavolini, tenuti per lo più ammucchiati, la cui visione offenderebbe anche le capacità riflessive di un pascolo alpino.

Sedie e tavolini di modelli diversi, in stile africano o lunare, anche leopardati, nel bel mezzo del Centro Storico. In questo contesto, si sono poi realizzati plateatici che si sono svincolati da qualsiasi allineamento geometrico dettato dal contesto circostante. Aggiungendo così, anche se non ce n’era bisogno, un disordine estetico della più onesta stupidità. Solo per il capriccio di qualche negoziante che si sentiva danneggiato per avere un plateatico davanti al proprio negozio. Questo, su suolo pubblico.

Ma chi decide a Desenzano? L’Amministrazione comunale, il buon senso o l’egoismo di qualche negoziante?
Perché questa indifferenza verso la salvaguardia dell’isola pedonale?
Perché comprometterne l’immagine ignorando quel lungo percorso, ben articolato, con suggestive ed ampie aperture verso il lago, ricco di bei negozi che nulla hanno da invidiare a quelli delle più grandi città? Perchè ignorare che quell’isola pedonale rimane ancora oggi la maggiore attrazione turistica della Città?

L’Amministrazione si è posta il problema. È intevenuta. Ed ha nominato dei tecnici, politicamente qualificati, che però di Desenzano non ne sapevano niente. Tecnici che avevano il compito di studiare un regolamento per l’utilizzo del suolo pubblico. Per tentare di ricondurre tutti questi eccessi in una logica architettonica più compatibile con i valori ambientali del Centro Storico. Sono passati più di due anni. Ma, oltre al peggioramento dello stato di fatto, non è successo niente. Non sarebbe stato più pratico e meno costoso investire del problema persone di Desenzano, anche politicamente di diversa estrazione, perché di politico non ci sarebbe proprio niente, che conoscono bene ogni situazione, dotate anche di solo buon senso?

Arch. Pier Giuseppe Ramella

Dati idrografici sul lago di Garda

December 29, 2007 · Filed Under Ambiente e territorio · 2 Comments 

Il testo è tratto da un articolo dell’amico Tullio Ferro, al quale ho apportato alcune “ingegnerizzazioni” (che ci devo fare? È il mio mestiere!) che gli hanno tolto la sua poesia e le sue note storiche e di colore, ma mi sembrava importante che queste nozioni scientifiche e tecniche sulla realtà del lago rimanessero a disposizione di noi cittadini desenzanesi. Spero tanto che Tullio Ferro mi perdoni le manomissioni fatte per un nobile scopo!

L’inverno 2006 è stato sicuramente anomalo con siccità e temperature primaverili, lasciando il bacino imbrifero del lago di Garda pressoché privo del consueto innevamento. Una situazione, dicono gli esperti, mai verificatasi negli ultimi 147 anni, anche se io ricordo inverni di una decina d’anni fa in cui il Baldo è rimasto praticamente senza neve per tutti i mesi invernali. La cosa comunque preoccupa non poco e per inquadrarla correttamente è bene analizzare i dati generali, la carta d’identità dei nostro lago: Read more